Chi
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La nostra opinione su Chi da Appgk
Leggere una rivista sul telefono può essere comodo, ma solo quando l’esperienza non sembra una semplice pagina web rimpicciolita. Ho provato Chi in questa prospettiva: è un’app lifestyle sviluppata da Mondadori Media S.p.A. che porta sullo smartphone o sul tablet i contenuti della rivista. La mia impressione è quella di uno strumento pensato soprattutto per chi vuole seguire il mondo dello spettacolo, dei personaggi pubblici e dell’attualità leggera senza dover cercare ogni articolo separatamente.
Il punto di partenza è semplice: l’app è gratuita da installare e ha una classificazione PEGI 3, quindi si presenta come accessibile a un pubblico molto ampio. L’accesso gratuito, però, non va confuso automaticamente con la disponibilità senza costi di ogni contenuto. Gli acquisti integrati indicati per la fatturazione tramite Play vanno da 50 centesimi a 39,99 euro, perciò il valore reale dipende da ciò che si desidera leggere e dalla frequenza con cui si usa la rivista digitale.
Come si comporta Chi nell’uso quotidiano
La prima cosa che apprezzo è la chiarezza dell’idea. Non siamo davanti a un aggregatore generalista di notizie, né a un’app social in cui perdersi tra commenti e notifiche: l’obiettivo è leggere Chi da un dispositivo Android. Questa specializzazione rende l’esperienza più ordinata rispetto alla ricerca manuale di articoli su siti diversi, soprattutto per chi preferisce una pubblicazione riconoscibile e un formato editoriale già organizzato.
Su uno smartphone, la lettura ha senso nei momenti brevi: durante una pausa, in viaggio o mentre si aspetta un appuntamento. Il tablet, invece, è il dispositivo più adatto quando voglio soffermarmi sulle pagine e sulle immagini. La differenza è importante, perché una rivista non si consuma sempre come una notizia veloce. Sul telefono controllo rapidamente i contenuti disponibili; sullo schermo più grande l’esperienza può diventare più rilassata.
I migliori aspetti di Chi
Aspetti da tenere a mente su Chi
La versione attuale è la 24.3.0 e l’app richiede almeno Android 5.0. Questo requisito la rende compatibile anche con dispositivi non recentissimi, un aspetto utile per chi conserva un vecchio tablet destinato soprattutto alla lettura. Naturalmente, la comodità concreta dipende dalle dimensioni dello schermo, dalla qualità del display e dalla fluidità del dispositivo: un’applicazione editoriale può essere valida, ma un telefono molto piccolo non è il supporto ideale per leggere pagine ricche di fotografie.
Nel mio utilizzo, il vantaggio principale rispetto al formato cartaceo è la disponibilità nello stesso dispositivo che porto già con me. Non devo ricordarmi di acquistare una copia fisica né accumulare riviste in casa. D’altra parte, chi ama sfogliare la carta, conservare i numeri o leggere senza dipendere dal proprio dispositivo potrebbe trovare il digitale meno appagante. Questa non è una differenza marginale: cambia il modo in cui si vive la rivista.
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Un’app per leggere, non per sostituire ogni fonte di informazione
È utile chiarire anche cosa mi aspetto da questa applicazione. La considero una porta d’accesso a una pubblicazione di intrattenimento e lifestyle, non un sostituto di un quotidiano, di un’app per le notizie dell’ultima ora o di un motore di ricerca. Se cerco una panoramica completa dell’attualità, preferisco strumenti più ampi. Se invece voglio concentrarmi sul taglio editoriale di Chi, l’app è più coerente e meno dispersiva.
Questo confine aiuta a evitare una delusione comune: installare l’app aspettandosi un flusso continuo di notizie gratuite e completamente indipendenti dalla rivista. La sua utilità sta nella lettura di Chi in formato digitale, non nella trasformazione dell’app in un portale universale. Per me, questa specializzazione è un punto di forza quando coincide con l’interesse dell’utente, ma diventa un limite per chi vuole contenuti molto vari o aggiornamenti generalisti.
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Il rapporto tra accesso gratuito e contenuti a pagamento
Il fatto che il download sia gratuito è un buon motivo per provare l’app senza un impegno iniziale. Tuttavia, prima di considerarla una soluzione completamente gratuita, bisogna tenere separati due aspetti: installare l’app non costa, mentre alcune modalità di lettura possono comportare acquisti integrati. La fascia indicata, da 0,50 a 39,99 euro tramite Play, mostra che possono esistere opzioni di valore molto diverso.
Io affronterei la scelta in modo pratico. Se leggo la rivista solo occasionalmente, valuterei un acquisto singolo o l’opzione meno impegnativa disponibile nell’app, quando corrisponde alle mie esigenze. Se invece la consulto con regolarità, confronterei il costo complessivo delle formule proposte con il prezzo e la comodità delle copie che normalmente comprerei. Non darei per scontato che la soluzione digitale sia sempre più economica: il suo vantaggio può essere anche logistico, non soltanto monetario.
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Un consiglio concreto è controllare con attenzione la schermata di conferma prima di completare qualsiasi acquisto. La presenza di una fascia di prezzi ampia significa che non tutte le opzioni hanno lo stesso peso sul budget. Per un lettore saltuario, scegliere senza leggere bene la durata o il tipo di accesso potrebbe portare a pagare più di quanto previsto. Per questo considero la gratuità dell’app un invito a esplorare, non una promessa di accesso illimitato a tutti i contenuti.
Tre situazioni in cui l’app può essere davvero comoda
La prima situazione è il viaggio breve. Immagino di avere il telefono con me e di voler leggere qualche contenuto durante un’attesa: non devo portare una copia fisica e posso usare il dispositivo che ho già in tasca. In questo caso il formato digitale risolve un problema concreto di spazio e disponibilità.
La seconda riguarda chi legge in casa ma non vuole accumulare numeri. Un tablet può diventare un angolo di lettura ordinato, soprattutto per chi preferisce conservare tutto in formato digitale. Il compromesso è che la sensazione di possesso è diversa: non ho una pila di riviste da consultare, ma dipendo dall’app e dal dispositivo per ritrovare la mia esperienza di lettura.
La terza è la consultazione condivisa in famiglia. Un tablet offre uno schermo più adatto per mostrare fotografie e pagine a più persone rispetto a uno smartphone. Non la definirei una funzione speciale dell’app, ma un uso realistico del formato: la scelta del dispositivo può incidere quasi quanto l’applicazione stessa sul piacere della lettura.
Dettagli pratici che cambiano la scelta
Un errore frequente è valutare l’app soltanto dal numero di installazioni. Chi supera le 100 mila installazioni e ha una media di 4,5 stelle sulla base delle valutazioni presenti nello store, elementi che suggeriscono un interesse concreto, ma non sostituiscono la prova personale. Le esigenze di chi legge ogni settimana sono diverse da quelle di chi vuole solo dare un’occhiata ogni tanto.
Io terrei conto anche dell’età del dispositivo. Il requisito Android 5.0 è contenuto, ma la compatibilità tecnica non garantisce da sola una lettura piacevole. Un tablet vecchio può aprire l’app e risultare comunque lento nel passaggio tra le pagine o poco confortevole per le immagini. Prima di acquistare contenuti, la scelta più prudente è verificare come si comporta l’app sul proprio dispositivo e se la dimensione dello schermo è adatta alle proprie abitudini.
Un altro aspetto da considerare è il contesto di lettura. Sul telefono, l’app è più adatta a consultazioni veloci; sul tablet, può sostenere meglio una sessione lunga. Se il mio uso principale è leggere mentre cammino o durante spostamenti frequenti, lo smartphone vince in praticità. Se invece voglio sedermi e sfogliare con calma, sceglierei il tablet. Questa distinzione evita di attribuire all’app un limite che in realtà appartiene al dispositivo scelto.
La data di rilascio risale all’11 marzo 2013, mentre la versione attuale mostra che il prodotto continua a essere distribuito e aggiornato. Per me è un segnale utile, ma non lo interpreto come una garanzia assoluta di esperienza perfetta su ogni modello. La cosa più importante resta il comportamento concreto dell’app sul telefono o sul tablet che uso ogni giorno.
Dove il formato digitale convince meno
Il primo limite è legato alla lettura prolungata su uno schermo piccolo. Anche se il contenuto è interessante, dopo molto tempo potrei preferire la carta o un tablet più grande. Chi compra una rivista soprattutto per il piacere tattile, per sfogliarla rapidamente o per conservarla come oggetto potrebbe non trovare nel digitale un sostituto equivalente.
Il secondo riguarda il costo variabile. L’app gratuita abbassa la barriera iniziale, ma gli acquisti integrati richiedono attenzione. Non valuterei quindi Chi come “gratis” in senso assoluto: la definizione corretta è che l’installazione è gratuita, mentre l’accesso a determinati contenuti o formule può avere un prezzo. Questa distinzione è decisiva per chi sta cercando una lettura senza alcuna spesa.
Il terzo limite è la specializzazione. Se mi interessano tecnologia, sport, finanza, cronaca o notizie internazionali, dovrò affiancare altre applicazioni. Chi non nasce per coprire tutto e non lo sceglierei come unica app informativa. La sua forza è proprio il focus, ma lo stesso focus restringe il pubblico.
Infine, il digitale può rendere meno immediata la consultazione casuale. Con una rivista cartacea posso aprire una pagina a caso e lasciarmi guidare dalla disposizione fisica del numero. Nell’app, l’esperienza dipende maggiormente dalla navigazione sul dispositivo. Per alcuni lettori è più ordinata; per altri è meno spontanea.
Per chi ha senso installarla
La consiglierei a chi segue già Chi e vuole portare la rivista con sé senza il peso della copia fisica. È adatta anche a chi preferisce leggere sul tablet, ha un interesse preciso per il mondo dello spettacolo e apprezza un’esperienza concentrata invece di un flusso indistinto di articoli.
Può essere una scelta sensata per il lettore occasionale che vuole prima esplorare l’app e poi decidere se acquistare. La possibilità di installarla senza costi permette di capire se l’interfaccia e il formato si adattano alle proprie abitudini. In questo caso, il mio suggerimento è non comprare subito una formula ampia: prima verificherei quanto spesso la consulto e su quale dispositivo la leggo meglio.
La eviterei, invece, se cerco esclusivamente contenuti gratuiti, aggiornamenti continui o una raccolta di fonti molto diverse. Non la sceglierei neppure come prima opzione per chi legge quasi sempre su carta e considera essenziale conservare fisicamente le copie. In questi casi, il formato digitale rischia di aggiungere poco valore, anche se l’installazione è semplice.
Il mio giudizio sul valore complessivo
Per me Chi ha valore quando la comodità digitale risolve un bisogno reale: avere la rivista sul tablet, consultarla durante una pausa o evitare di portare con sé una copia cartacea. Il fatto che sia gratuita da installare rende facile fare una prova, mentre la presenza di acquisti integrati impone di valutare con calma il rapporto tra frequenza di lettura e spesa.
Non la definirei la scelta migliore per chi vuole un’app informativa completa o una biblioteca gratuita di contenuti. La consiglierei piuttosto come estensione digitale di una rivista specifica, con un pubblico ben definito. Il mio verdetto è quindi positivo ma selettivo: installala se il taglio di Chi ti interessa davvero e vuoi leggerlo in mobilità; saltala se cerchi notizie generaliste o non vuoi affrontare acquisti per i contenuti.
In definitiva, la prova gratuita dell’installazione è il modo più ragionevole per decidere. Userei uno smartphone per controlli rapidi e un tablet per la lettura più comoda, terrei presente la differenza tra app gratuita e contenuti a pagamento e sceglierei soltanto la formula coerente con il mio ritmo di lettura. In questo scenario, l’app svolge bene un compito preciso: rendere Chi più facile da portare con sé, senza pretendere di essere qualcosa di diverso.
Domande frequenti su Chi
Che cos’è Chi e a cosa serve l’app?
Chi è un’applicazione pensata per offrire agli utenti contenuti e informazioni legati al mondo dell’intrattenimento, delle celebrità e dell’attualità. Dopo averla esplorata, l’esperienza risulta orientata soprattutto alla consultazione di articoli, notizie e approfondimenti organizzati in modo semplice. È adatta a chi desidera rimanere aggiornato direttamente dallo smartphone, senza dover visitare ogni volta il sito web dal browser.
Chi è disponibile gratuitamente su Android e iPhone?
L’app Chi può essere scaricata gratuitamente dagli store ufficiali, quando disponibile per il proprio dispositivo Android o iOS. Il download non richiede normalmente un pagamento iniziale, anche se alcune funzioni o contenuti potrebbero dipendere dalla versione dell’app, dalla disponibilità regionale o da eventuali servizi collegati. Prima dell’installazione è consigliabile controllare i requisiti, lo spazio necessario e la compatibilità con la versione del sistema operativo.
È necessario creare un account per utilizzare Chi?
Per consultare le funzioni principali e leggere i contenuti, la registrazione potrebbe non essere sempre indispensabile. Tuttavia, alcune opzioni aggiuntive, come la personalizzazione dell’esperienza, la gestione delle preferenze, il salvataggio di contenuti o l’interazione con determinate sezioni, possono richiedere un account. Durante la prova, conviene verificare quali dati vengono richiesti e leggere con attenzione l’informativa sulla privacy prima di completare la registrazione.
L’app Chi invia notifiche e come si possono gestire?
Sì, Chi può utilizzare le notifiche per avvisare l’utente della pubblicazione di nuovi contenuti, aggiornamenti o notizie di particolare interesse. Questa funzione può essere utile per restare informati, ma con molte notifiche attive potrebbe risultare invadente. Fortunatamente, i permessi possono essere modificati dalle impostazioni dell’app oppure direttamente da quelle del dispositivo, scegliendo se ricevere tutti gli avvisi o soltanto quelli più importanti.
Chi funziona anche senza connessione Internet?
Chi è principalmente progettata per funzionare con una connessione Internet, necessaria per caricare articoli, immagini, video e contenuti aggiornati. In assenza di rete alcune schermate già aperte potrebbero rimanere temporaneamente disponibili nella memoria del dispositivo, ma non è garantito un vero utilizzo offline completo. Per evitare problemi durante la navigazione, è preferibile usare una connessione Wi‑Fi o una rete mobile stabile, soprattutto quando si visualizzano contenuti multimediali.















